Il mondo che abbiamo davanti è orribile, il mondo non di chi lo vive ma di chi lo sfrutta.
Lo violenta ogni giorno per il profitto, che inghiotte tutto come un buco nero.
In nome del vile denaro l’idea di un progresso per tutte e tutti si è rivelato un privilegio per pochi.
Così la terra la stiamo distruggendo, stiamo sterminando popolazioni, lasciamo che le persone muoiano di fame e quei tanti diritti conquistati ci vengono tolti ogni giorno sempre più.
Per questo ci aggredirono e fecero in modo che tutto finisse con botte date a gambe, braccia, teste di ragazze e ragazzi liberi e che combattevano contro l’idea della globalizzazione.
Ci hanno fermato con uno sparo.
Hanno ammazzato un ragazzo.
Così, in un caldo 20 luglio, in quella Genova piena di speranza e futuro, la mia generazione ha smesso di lottare.
Ma in fondo quando la incontro e la guardo negli occhi, la scorgo ancora quella luce.
Spero che possa invadere, quella luce, tutti gli spazi, tutte le coscienze, rianimare la sinistra mondiale per spiegare ad ogni essere umano che pochi, potenti e ricchi, ci stanno togliendo tutto.
E noi abbiamo il dovere di lottare ancora e ancora.
Perché non abbiamo perso, c’è ancora domani.
Carlo vive, qui con noi, con me
