“Salute: Persone, Territori, Diritti”: il tavolo PD Lazio su Infanzia e Adolescenza

Stamattina all’Opificio, nell’ambito della due giorni “Salute: Persone, Territori, Diritti” promossa dal Gruppo PD della Regione Lazio, ho coordinato il tavolo su Infanzia e Adolescenza.
Un confronto ricco, partecipato, con contributi preziosi da parte di professionisti, operatori, famiglie e rappresentanti del mondo della scuola e dei servizi territoriali. Perché parlare di salute dei bambini e dei ragazzi significa parlare del futuro della nostra comunità – e farlo insieme, con chi ogni giorno ci lavora dentro, fa la differenza.
Dal tavolo sono emersi punti di forza e criticità che non possiamo ignorare. Il Lazio ha una rete pediatrica di eccellenza, percorsi di screening neonatale consolidati, una rete per le malattie rare che segue oltre 50.000 persone. Ma accanto a questi risultati, i dati ci restituiscono un quadro che chiede risposte concrete: quasi un bambino su tre tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso; solo il 9% degli adolescenti pratica attività fisica quotidiana come raccomandato dall’OMS; le coperture vaccinali – in particolare contro l’HPV – restano ancora sotto i livelli ottimali.
Sul fronte della salute mentale, i numeri parlano chiaro: la quota di adolescenti con bassa soddisfazione della propria vita è quasi raddoppiata tra il 2018 e il 2022. I disturbi del neurosviluppo, i DSA, le liste d’attesa troppo lunghe, la difficoltà nella transizione verso l’età adulta per i ragazzi con bisogni complessi – sono tutte questioni che il sistema deve affrontare in modo integrato, non a compartimenti stagni.
Quello che mi ha colpito di più, negli interventi di oggi, è la chiarezza con cui operatori e famiglie identificano il nodo centrale: non mancano solo risorse, manca continuità. Continuità nei percorsi di cura, continuità tra ospedale e territorio, continuità tra scuola e servizi sanitari.
È da qui che deve ripartire una politica sanitaria regionale seria, che metta al centro le persone – a partire dalle più piccole e dalle più fragili.
Non lasciamo nessuno solo.