Riflessioni sul risultato elettorale

Sara Battisti ARES 118

“Bisogna smetterla di guardare il dito e non la luna”. Esordisce così il Consigliere Regionale Sara Battisti, dopo aver letto alcune considerazioni sul PD della Federazione di Frosinone. “Dalle elezioni del 4 marzo, in questo territorio si sono svolte due riunioni di Direzione Provinciale e una decina di Assemblee di Circolo, durante le quali ho avuto modo di ascoltare una attenta riflessione sull’esito elettorale. Forse altrettanto si sarebbe dovuto fare a livello nazionale perché dal giorno delle elezioni ad oggi, purtroppo, ci si è concentrati ancora una volta e troppo sulla tattica e la strategia, più che sull’analisi. Oggi il paese ha un Governo che impianta la sua azione su un contratto che mira a tagliare le tasse, aumentare la spesa, senza alcun punto di caduta. Un contratto che appare ancora una volta propagandistico più che dettagliato nell’agenda in maniera solida e dentro confini chiari. Dietro questo contratto si cela a mio avviso la vera natura dell’asse Movimento 5S e Lega: acuire lo scontro tra popolo e istituzioni per tenere saldo e allargare il consenso, stavolta mettendo nel mirino l’Unione Europea. Guardare la luna significa per prima cosa essere consapevoli del fatto che su questo impianto ideologico si misureranno nei prossimi mesi ed anni. Il tema appare chiaro ai cittadini che hanno scelto di sostenerli e dentro questa linea continuare a farlo. Non è altrettanto chiaro invece cosa è stato, cosa è, cosa vuole essere il Partito Democratico. Sullo sfondo una perenne ed estenuante discussione su chi detiene la leadership di un partito logoro, anzi di un qualcosa che non è più evidentemente un partito da tempo. Per partito infatti si intende un collettivo, una comunità che prende parte, che cerca di analizzare quali siano i luoghi e gli autori di un conflitto, quale sia il conflitto del nostro tempo, elabora e propone una strada. Abbiamo invece in questi anni trasformato l’idea di un partito a vocazione maggioritaria, nell’idea di poter rappresentare indistintamente l’intera società, col finire al non rappresentare nessuno. Una semplificazione questa per ragioni di spazio giornalistico, per spiegare come poter tendere alla luna. C’è bisogno di un campo nuovo del centro sinistra, che si frapponga ad uno schema bipolare, che rinunci alle spinte leaderistiche e sappia trovare una modalità condivisa per una fase costituente volta a ricostruire un impianto di lettura della società italiana e più in generale del mondo in cui viviamo. Dobbiamo provare a farlo perché crediamo nel primato della politica, possiamo farlo se smettiamo di giocare a ribasso. Ecco perché ritengo che questa sia una fase in cui lanciare strali contro chi, faticosamente, guida il PD Provinciale non ha senso e chi c’era prima dovrebbe ricordare quanto è difficile guidare un partito che negli anni ha smarrito sempre più la sua strada. Credo che in questa fase dovremmo ricostruire una sede collettiva in cui tutti, sia quelli che hanno esperienza forza e capacità di guida, sia chi ha concorso alle ultime elezioni dando prova di grande coraggio, chi cerca di costruire nuove esperienze di confronto con i cittadini, i nostri amministratori, la nostra organizzazione giovanile, i nostri storici militanti. Abbiano bisogno di tutti per superare i conflitti che ci hanno lecerato. Questo significa essere onesti intellettualmente e non cercare di tirare acqua al proprio mulino. Se sapremo renderci attori protagonisti di un dibattito che vada in questa direzione saremo utili al territorio e la costruzione di un soggetto politico impegnato a rappresentare i cittadini e i loro reali bisogni, guardando lontano e non all’oggi.”