
Il Presidente Mattarella lo ha detto con la chiarezza: “Il lavoro è presidio della società. È espressione della libertà della persona e dell’intera comunità. È dignità.”
Il lavoro cambia per via dell’accelerazione tecnologica che trasforma i ruoli, ridisegna le professioni, apre nuovi scenari. Ma il progresso ha senso solo se porta con sé dignità e tutele per tutte e tutti. Il lavoro delle donne cresce, ma il gap con la media europea resta ampio. Le disparità nelle retribuzioni e nelle carriere non sono accettabili. Servono politiche strutturali e servizi reali. Il lavoro dei giovani è precario, troppo spesso costretto fuori dai nostri confini. I ragazzi e le ragazze migliori lasciano l’Italia: non possiamo permettercelo. Dobbiamo costruire un Paese che li ascolti, li valorizzi, li faccia restare qui.
“Fondata sul lavoro” recita la nostra Costituzione proprio perché il lavoro è la base della democrazia, dell’uguaglianza, della libertà.
Ed è per questo che è necessario un patto tra istituzioni, forze sindacali, datori di lavoro, lavoratrici e lavoratori affinché di lavoro non si muoia più.
Buon 1° maggio!