Oggi, nella Giornata dell’Europa, sento ancora più forte il valore di un progetto che ha cambiato la storia del nostro continente e la vita di milioni di persone. L’Europa non è solo un’idea istituzionale: è una scelta di pace, di cooperazione, di solidarietà, di diritti. È la risposta più alta che i popoli europei abbiano saputo dare alle ferite del passato, costruendo insieme un orizzonte comune fondato sulla dignità della persona, sulla libertà, sull’uguaglianza e sulla democrazia.
In un tempo così complesso e preoccupante sul piano internazionale, fatto di guerre, tensioni e nuove fragilità, abbiamo il dovere di rafforzare quel progetto di cooperazione per rendere l’Europa più forte, più giusta e più capace di proteggere i suoi cittadini. Non possiamo permetterci di arretrare proprio ora. Dobbiamo invece avere il coraggio di rilanciare l’idea europea come spazio di unità, di responsabilità condivisa e di futuro.
L’Europa ha aperto possibilità straordinarie, a partire dall’ Erasmus, che ha permesso a intere generazioni di giovani di studiare, conoscersi, vivere esperienze che hanno allargato gli orizzonti e abbattuto confini. Ha reso concreta l’idea di appartenere non solo al proprio Paese, ma anche a una comunità più grande, capace di riconoscersi negli stessi valori e nelle stesse speranze.
Per me, da quando ho iniziato a fare politica, il sogno europeo degli Stati Uniti d’Europa è sempre stato una visione profonda, autentica, necessaria. È un sogno che continuo a coltivare e che ancora oggi spero di vedere realizzato. Perché credo in un’Europa più unita, più coraggiosa, più vicina alle persone. Un’Europa che non sia solo mercato, ma comunità di destino. Un’Europa che sappia parlare al cuore delle cittadine e dei cittadini, e che continui a essere una casa comune di pace, diritti e libertà.