
Il 20 marzo sarò a Cassino per partecipare alla manifestazione unitaria promossa dai sindacati a sostegno dei lavoratori dello stabilimento Stellantis e dell’intero indotto.
Quella che stiamo vivendo non è solo la crisi di un’azienda, ma di un intero territorio: centinaia di famiglie, il futuro produttivo del basso Lazio, la tenuta economica e sociale di una comunità. In questi mesi abbiamo assistito a un progressivo indebolimento della produzione e a un ricorso sempre più pesante agli ammortizzatori sociali. È una situazione che non può più essere affrontata con silenzi o rinvii: servono risposte chiare e un piano industriale serio.
Esprimo piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali e ai sindaci che stanno chiedendo con forza attenzione e impegni concreti.
La Regione deve essere al fianco del territorio e farsi parte attiva nel sollecitare il Governo e l’azienda a garantire investimenti e prospettive occupazionali certe.
Non ho preso parte alla recente Consulta dei sindaci semplicemente perché non mi è pervenuto l’invito. Lo dico senza alcuna polemica verso il prezioso lavoro che gli amministratori del cassinate stanno portando avanti: si è trattato evidentemente di un problema di comunicazione.
In questi anni, dal rifinanziamento delle leggi 46 e 60 fino alle battaglie su ZES e ZLS, abbiamo sempre lavorato insieme per difendere il nostro territorio.
Domenica, nell’assemblea provinciale del partito democratico , abbiamo approvato un ordine del giorno dedicato proprio alla grave emergenza Stellantis e dell’indotto: un atto politico chiaro che impegna tutto il partito a sostenere con determinazione la difesa dell’occupazione e del tessuto produttivo.
Io ci sono. E continuerò a esserci, con serietà e determinazione, al fianco della nostra comunità.