Anche a Serrone è tornata la Festa de l’Unità e stasera davanti a una piazza piena ci siamo interrogati sul futuro delle aree interne, di tutti quei comuni che, come Serrone, sono la spina dorsale del paese.
Alla base di tutto c’è una questione di giustizia sociale: non si può essere costretti a lasciare il luogo in cui si è nati perché mancano i servizi essenziali. Quando una ragazza o un ragazzo è obbligato ad andare via per studiare, curarsi o lavorare, non stiamo parlando di una scelta, ma di una disuguaglianza che pesa sulle vite delle persone e sul futuro delle nostre comunità.
Per questo l’identità e la cultura politica fanno la differenza: sono ciò che ci permette di guardare a queste terre non come a un problema da gestire, ma come a una risorsa da valorizzare.
Perché questo è un territorio straordinario, e possiamo iniziare a pensare con concretezza alle opportunità da offrire alle giovani generazioni, a partire da percorsi di formazione specifica nel turismo, nella viticoltura e nell’agricoltura, settori in cui le nostre comunità hanno molto da dire e da offrire.
Ed è proprio qui che emerge la distanza con l’impostazione del governo di centrodestra, che tratta le aree interne come territori di serie B, lasciandole al loro destino. Noi non ci stiamo.
Le aree interne non hanno bisogno di rassegnazione, ma di investimenti, servizi e visione, e continueremo a batterci per questo.
Grazie al Circolo PD di Serrone, al segretario Gabriele Palloca, ai consiglieri comunali e ai meravigliosi volontari per aver riportato il nostro partito tra le persone.