Una battaglia comune che ha mobilitato un territorio

Una battaglia comune che ha mobilitato un territorio.
Era il 2005 quando la Valle del Sacco divenne terra di veleni. L’industria selvaggia ha avvelenato la nostra terra e ha cambiato socialmente un territorio. Nel 2016, grazie alla sinergia tra Governo e Regione, la Valle del Sacco diventa SIN. Il soggetto attuatore della caratterizzazione è stata la Regione Lazio. La mia generazione, che scese in piazza all’inizio degli anni 2000, si ritrovò investita di una grande responsabilità: attuare finalmente la bonifica dell’area.
Così, insieme a Eleonora Mattia, Pierluigi Sanna, Domenico Alfieri e Mauro Buschini, durante la seconda legislatura del Governo Zingaretti, grazie a uno stanziamento di 53 milioni di euro, partirono studi, rilievi, perimetrazioni e anche alcune bonifiche, come quella della discarica di Via Le Lame a Frosinone.
Dal 2022 quel lavoro e quelle risorse sono al palo.
L’amministrazione Rocca e il Governo Meloni hanno dimenticato che qui si muore e che continua una speculazione industriale inaccettabile.
Per questo, insieme ai partiti del centrosinistra, ci siamo ritrovati ad Anagni per riaccendere un riflettore sulla questione: riperimetrare sulla base dei dati scientifici e nessun arretramento sulle bonifiche.
Questa terra deve avere tutele ambientali e garantire che non vi siano vincoli per chi vuole investire sul territorio promuovendo impresa ecosostenibile.
Non stiamo parlando di quello che è stato, ma di chi sarà!